martedì 23 maggio 2017

Commemorazioni



Picciotti ci sunnu cose che parunu nisciuti da un incubo! 
 Chi è il cretino che oggi , ma anche ieri e l'altro ieri, a Palermo e in Italia pensa che la mafia sia quella che è senza la partecipazione attiva di parte delle strutture governative? Possibile che si debba discutere per l'ennesima volta di un DATO DI FATTO? 
La mafia, le mafie, sono uno stato dentro lo stato, spesso funzionano meglio. Tutta la storia siciliana degli ultimi 150 anni dice chiaramente che solo uno stato forte e organizzato e perfettamente inserito nei posti "giusti" del potere ufficiale può aver compiuto stragi come quelle di Falcone e Borsellino. Quando sento Fini o Napolitano dire che ci sono "pezzi di stato deviati o collusi" mi viene da ridere per la rabbia: ma che scoperta, che idea illuminante! Serviva il parere di politici di grosso calibro per capire finalmente dove sta il problema. Non so quanti di voi hanno visto lunedi sera su Rai 3 il programma che aveva come filo conduttore il racconto della vedova Schifani a ventanni dalla strage di Capaci: è stato un buon momento di televisione, vero e profondo, fuori dalle rievocazioni convenzionali. Quella per me è la Sicilia che sento e conosco. Mio padre che ha 90 anni mi racconta che nel 43 con gli alleati già presenti in Sicilia e in città e nei circoli che contavano, parrocchie comprese, si discuteva già in termini chiari sul futuro assetto della politica e degli affari: insomma si discuteva e si organizzava il sacco degli anni futuri. I papabili erano già sulla corsia di partenza ed erano già nomi noti della criminalità organizzata, gente che era sparita nei 25 anni precedenti e che con gli alleati era rispuntata al posto di comando. Gli alleati lo sapevano e se ne fottevano: la politica regionale si avviava con la Dc in testa a distruggere il concetto di legalità e di stato, fra applausi e commemorazioni di circostanza. Giovanni e Paolo sono morti per questo, sono morti così, non li ha uccisi la mafia ma LO STATO MAFIOSO, quello che può tranquillamente far minare un pezzo di autostrada o permettere che un auto sosti per settimane davanti ad un "obiettivo sensibile". Credetemi tutto quello che è stato e sarà è dentro la mia terra e i suoi uomini, nel bene e nel male: non c'è da aggiungere una virgola a quello che Falcone e Borsellino dissero in quegli anni su mafia e Stato, sui modi per risolvere il problema e sugli ostacoli presenti sul cammino. Una virgola! Non c'è bisogno nemmeno di Fiaccolate con 4 gatti ( 4 gatti signori miei) e tentativi ridicoli di appropiarsi di una memoria su figure assolutamente cristalline proprio perchè superiori e fuori da giochi politici, Sbagliano sapendo di sbagliare Fini, e i circoli della sinistra che han fatto dei due magistrati degli eroi di parte. Sbagliano minchia! E li offendono, li uccidono ancora una volta, seguono una via di parte mentre la giustizia e la legalità sono di tutti. Andate a risentire le parole di Borsellino all'università di Palermo, o quelle di Falcone nei mesi precedenti la sua morte: c'è tutto. Premesse, dinamiche,soluzioni. C'è anche la forza magnifica ed eroica di chi sa e continua lo stesso perchè è giusto, uguale contrapposta a quella di chi  sa e va nella direzione opposta perchè il potere e i piccioli sono megghiu di qualsiasi altra cosa. Io sono orgoglioso di essere siciliano, anche oggi che l'idea del pressapochismo pare voglia coprire tutto; la mafia è conficcata dentro la mia terra ma assieme ad essa ci sono anche gli anticorpi. E sono siciliani, a chi non ci crede consiglio la lettura dell'ultimo libro di Scarpinato, procuratore capo di Caltanissetta.

17 commenti:

  1. Sono con te Enzo e con Falcone e Borsellino!!
    Ma non solo oggi.
    Venire a visitare Palermo anni fa per me ha voluto dire soprattutto andare a rendere un omaggio ad entrambi a Capaci e in via D'Amelio.

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  2. Pero' gli ostacoli maggiori al suo lavoro Falcone li ebbe dalle strutture legali, amministrative e politiche. Sia quelle regionali che quelle nazionali. Riflettiamoci.

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  3. Fu minato un tratto di autostrada, la quantità di tritolo usata (600 kg ) era sufficiente ad assicurare un effetto sicuro nel raggio di almeno 500 mt. Questa e' un'azione militare sviluppatasi scena ostacolo alcuno.

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  4. " dietro la bara c'è l'autore dell'omicidio" Borsellino alla vedova Schifani.

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    1. La verità in un pugno di parole.

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    2. Devo aggiungere ancora qualcosa al pugno

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  5. Funziona così : inizi a morire se agisci realmente in modo da fare danni concreti; il colpo finale arriva dopo che ti hanno isolato. Chi sono i responsabili dell'isolamento? Questa e' l'unica domanda cui dare risposta oggi, il resto sono minchiate.

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  6. Bisognerebbe leggere la cronaca attenta degli ultimi 60 anni di storia giudiziaria e politica in Sicilia e in Italia. Quando parlavo nei giorni scorsi della " verità " intendevo esattamente questo. Non si se Tez sarebbe d'accordo ma la conoscenza dei fatti di quegli anni e degli anni dopo e di quelli prima e' fondamentale er iniziare a sentire almeno il profumo della libertà .
    E' li che si trova la porta che da accesso alla nostra coscienza: la mia pace come cittadino inizia da li'

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  7. PICCOLO GIOCO DI LOGICA E DI MORTE - Falcone ha seminato bene e ha colpito giusto: maxiprocesso, Buscetta, stesso linguaggio dei mafiosi per capire veramente, danni già gravi che possono diventare più gravi. La direzione del pool antimafia gli viene negata! Lo mandano a Roma, c'è Martelli e ci sono un mare di altre cose che ci vorrebbero anni di blog per scriverne. A Roma, a Palermo i resti, Borsellino e poco più ( ma lasciamo perdere sennò finisce il gioco).
    Falcone va e viene da Roma, usa voli dei servizi, jet privati, senza orari fissi o conosciuti( ?! ); parte un pomeriggio, si sa quando partirà. Per riempire una condotta sotto la sede stradale con 600 chili di esplosivo ci vuole tempo e mezzi e pèersonale...non li vede nessuno, non controlla nessuno.
    Eppure se arrivi a Punta Raisi non c'è altra strada per giungere in città... ameno che con un piccolo Piper atterri a Boccadifalco ( chi è palermitano lo sa di cosa sto parlando)e scendi in città verso corso Calatafimi ( è più pericoloso).
    Non c'è alternativa, una sola strada e nessun controllo per la via percorsa da un uomo che è un bersaglio ENORME. Sanno quando parte da Roma, quando arriva a Punta Raisi, quando imbocca l'autostrada...sembra di rivedere il film del generale Dalla Chiesa!
    Poi ci meravigliamo delle reazioni della gente in chiesa a S. Domenico il giorno dei funerali. Fine del giochino.

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  8. Ho un modo un po' diverso di vedere la mafia... Spero di potermi chiarire presto sul blog... Un saluto Enzo... Pierpaolo c'è eh

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    1. Ciao Pierpaolo verrò a leggere il tuo punto di vista.

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  9. Interessante e condivisibile,quello che hai scritto. Io ne ho parlato da me, non alla tua altezza,ma è una mia testimonianza.
    Ah...grazie:)

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  10. Paolo Borsellino ha affermato:
    "Mi uccideranno, ma non sarà una vendetta della mafia, la mafia non si vendica.
    Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri."

    Non credo ci sia altro da aggiungere.

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    1. Infatti Sguardo, frase lapidaria e terribile che stamattina avrebbe dovuto aleggiare come una cappa insopportabile sulle cosiddette autorità giunte a Palermo. Così bella e conclusiva che voglio metterla in maggiore evidenza. Ti ringrazio infinitamente.

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  11. ..Capito assolutamente per caso in questo blog. Ero alla ricerca di altro.E ho letto un pò. Lascio una riflessione e non credo che ci tornerò più. Scrivi cose molto interessanti e intense. Appunto. Intense.Hai il tempo per pensare e scrivere. Sei un privilegiato. Amavo la poesia, amavo la scrittura, amavo tutto ciò. Ma la bellezza della poesia si fonda sempre sulla lettura della sofferenza umana. Amavo Terzani quando diceva che sognava una congiura di poeti. Ora li odio. c'è chi scrive e c'è chi soffre.Non lo tollero più.E il web oramai è tutto così.Chiedo scusa per il commento anonimo, ma non frequento i blog e a stento son riuscito a postare quanto scritto.Buona serata e perdono per l'invasione.

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    1. Ciao Anonimo, credo che avresti dovuto dire "non frequento più i blog" e posso capirti. Io non sono un privilegiato in assoluto, scrivo decentemente questo sì, il resto naviga concretamente nella mediocrità. Stare qui o non starci dipende da troppo fattori personali e nessuno di noi è uguale all'altro. Io ci sto perchè mi piace scrivere, mi piace lasciare una traccia meno futile dei miei giorni snocciolati inutilmente appresso alla professione o alle quotidianeità, perchè qui sono molto più vicino al segreto della mia esistenza. Non mi frega niente dei poeti o della poesia, delle rivoluzioni e delle elucubrazioni SE SONO FINI A SE STESSE. MI PIACE L'OSTENTAZIONE SONO UN VISIONARIO.
      Un giorno, se qualcuno non l'avesse capito, scriverò il vero motivo per cui ho aperto un blog...il MIO motivo. Degli altri parlino gli altri.
      Tu sei volutamente anonimo ma un nome in calce potevi e dovevi mettercelo. Ciao

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