lunedì 5 giugno 2017

Via D. Costantino

Sono nato nella tarda mattina di 65 anni fa, a Palermo in via D.Costantino al num. 16, una parallela della via Notarbartolo. Sono nato a casa di mio nonno Vincenzo perché allora era questa la consuetudine assieme a tante altre ormai svanite nel tempo.
Quella casa la ricordo bene, sento ancora l’odore buono del tabacco che don Vincenzo fumava seduto nell’ampia poltrona del soggiorno; la finestra spalancata sul grande giardino della villa del barone Pottino.

Di alcune cose la memoria non ci lascia mai, sopravvive in una dimensione a se stante, indipendente da tutto. Lo sguardo d’acciaio di mio nonno e le sue mani enormi ad alzarmi il mento quando combinavo qualcosa fanno parte di essa.  

Concretamente non c’è più nulla di loro e di quel mondo; la camiciaia in via G. di Marzo se n’è andata 20 anni fa, le sue camicie su misura erano l’unica cosa che faceva sorridere don Vincenzo…le camicie in purissimo cotone bianco e forse qualcos’altro.
 Ricordo mia madre, un tempo lontano per entrambi, “Ho il cuore scuro”- mi diceva certe mattine. Ed io “Perché?”- “Per niente” mi rispondeva, ma poi si correggeva- “Per i ricordi”.
Adesso sto qua e in cento altri luoghi; mi appartengono tutti e non ce n’è uno che non mi sfugga. Ho visto girare il sole sul cortile della mia vita e non mi è piaciuto: ma la luce di questo tramonto placido riesce ancora ad inebriarmi Una vera cittadinanza però non riesco a trovarla o, forse, non mi basta questa isolana. I siciliani stanno aggrappati orgogliosamente alle loro coste ma guardano fuori in un impossibile desiderio di comunione. Oggi mi deve bastare il mio riflesso sulla vetrina del negozio in via Libertà: a lui confesso la mia incredulità, li ho compiuti davvero! E’ bastato distrarsi un attimo, una piccola svista e l’anno in più è già qui…e io non sono preparato. Non lo sono stato mai.

3 commenti:

  1. CITTÀ GIARDINO

    Capita a volte che i passi tra le ombre
    mi portino fin qui, a Città Giardino
    in cerca del bambino che non c’è.

    Capita a volte che la malinconia
    vesta d’azzurro il cielo del mattino.

    Un canto allora mi si strozza in gola,
    croce e delizia che non riesco a dire
    mentre le lacrime salgono dal cuore.

    Capita a volte, cercando quel bambino.


    Tanti auguri Enzo, amico mio...

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  2. @Pierluigi, Gingi- Se ci fu mai un anno in cui non sono stato preparato ad affrontare questo è il mio 2017. Guardo il post, penso a cchi lo ha scritto e sto male. Migliorerò. grazie ad entrambi.

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