lunedì 3 luglio 2017

Territori

Un nuovo capitolo e ritorno in cammino, molte cose mi sembrano secondarie, forse inutili. Non incidono, non cambiano, fra un po’ di tempo saranno posate su qualche scaffale della mia vita ed io, passandoci davanti, le guarderò e le rigirerò fra le mani come testimonianze di deja vu pieni di polvere.
Quante volte ho percorso questo stesso sentiero? Mi è sempre piaciuto attraversare i miei territori, osservarne i movimenti e controllarne gli attori. Con un certo distacco però, senza influenzarne troppo le dinamiche naturali. Là dietro c’è la mia infanzia protetta e felice, immemore dei casini futuri, e appresso l’adolescenza più inquieta che mai in un mondo che cambiava cento volte al giorno. Ora nessuna di queste due cose mi fa male, ora stanno lì, allegre o furibonde, belle a vedersi ma concluse in se stesse… molti altri frammenti di vita hanno avuto lo stesso destino, dopo la nascita e lo sviluppo non sono morti ma girano su se stessi cristallizzati.
C’è anche Enzo blogger fra di essi, e ci siete voi, tutti, nessun escluso, anche quelli che cancello ogni mattina per la loro proterva stupidità. Tutti. Ma il territorio è molto vasto ed io comincio a stancarmi di fare l’imperatore a cavallo senza cavallo.

C’è poi un sentiero segreto che porta ad un’altura, una specie di poggio elevato e solitario: arrivato là mi fermo a guardare e mi commuovo, sì questa è la sensazione evidente. Tutto quello spazio immenso davanti a me mi fa sentire piccolo ma ricco. Per quei cieli passano sereni i volti e i cuori di quello che ho amato di più nella mia vita. Sono tutti lì, non se ne sono mai andati, mi rappresentano ed io con loro sono ancora vivo. 

Non ho più la forza di correre incontro a loro, sarà il pudore, un certo innato scetticismo che lotta ogni giorno con il senso romantico e idealista della mia vita, ma preferisco osservarli da qui. Mi sembra di sciuparli di meno i miei sogni, di coglierne il profumo vero, quello che nessuno potrà mai descrivere o inficiare. C’è uno spazio aperto e, al di là di esso, altri territori che un giorno di molto tempo fa osservai da vicino: imparai che si trapassa da una stagione all’altra e che questo guscio che ho, cui sono così affezionato, dovrò lasciarlo per un altro e un altro ancora. Il bello è che per una inspiegabile magia ci scordiamo di essere esistiti in un certo modo appena entriamo in confidenza con la nuova situazione e quindi tutto ci appare vergine e misterioso. Ora no, ora sono ficcato dentro quest’abito da Enzo con i suoi pensieri e i suoi amori perduti, ora sono dentro questo blog che tra qualche istante sarà corroso dalla benevolenza, dalla curiosità o dal livore incoercibile di qualche passante.

5 commenti:

  1. Temi troppo questi "livori incoercibili" e mi incuriosisce questa tematica che si ripete, quella delle cose "concluse in se stesse". Io non ci credo. Forse per questo mettevi moderazione e rigettavi commenti. Partorivi post inconsciamente "conclusi in se stessi". Io immagino che non esista nulla di concluso in se stesso. Tutto stimola ulteriori code, pensieri, reazioni. Tutto. Anche quel punto che pensavi di aver messo alla tua vita incasinata (parlo per me ovviamente...)

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    1. Ciao Franco, questo commento necessita di una premessa. Il post fuscritto 7 anni fa ( quasi tutto quel che si ytrova nei miei blog appartiene al passato) e rappresenta il tentativo di ricominciare dopo l'apocalisse che mi colpì nel 2010. Sì volevo ricominciare, volevo riprendere a scrivere con calma e piacere di farlo, senza dimenticare del tutto ciò che era stato perchè, vedi, era impossibile. I "livori incoercibili" di cui parlavo allora mi hanno segnato, non me li sono inventati i vari vaffanculo, i commenti tesi solo a seminare zizzania a insolentire chi commentava da me...io non mi sono inventato nulla e la rete da allora mi è sembrata una merdaccia. Lo penso ancora tanto per mettere le cose in chiaro. Non più tardi di un mese e mezzo fa ho incrociato una blogger, per esempio, sul cui post ho fatto un commanto. Pulito. Una domanda sulla sua opinione della scrittura in rete, Non mi ha insultato con sussiego solo lei ( Sabina K) ma anche alcuni suoi amici -commentatori (jacoponi Vincenzo), Insulti gratuiti, da parte di gente che non conosco e che mi ha dato dello stronzo impotente... Io mettevo la moderazione per evitare il fango sulla mia opera Franco, per evitare che su un post di vita e o su una poesia arrivasse solo livore fuori tema. E' la storia della mia vita in rete e non c'entra il post "concluso in se stesso"; tu parli di stimoli, reazioni, pensieri. Bene fatemeli leggere! Io non ne vedo quasi mai, quindi o sono troppo mediocri le cose che scrivo o sono troppo cretini i commentatori i quali preferiscono passare il tempo a congratularsi di esistere e di scrivere come degli dei.
      Non temo più nulla Franco, tantè che ovunque ormai i commenti sono liberissimi come vedi e, non ci crederai, non commenta più nessuno! Evidentemente se non cozzano contro il muro della censura non si divertono. Io ho smesso di divertirmi da tempo. Ben trovato.

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    2. E' incredibile questa cosa che leggo... Insultato da Sabina K. .. ebbene, lo sono stato anche io, in maniera assurda e arrogante, per questo è una di quei blogger che ho fatto sparire dal mio blogroll e dalle mie visite.. e anche quello Jacoponi Vincenzo, che fa parte della sua combriccola, è un tipo che va ad antipatie e simpatie, tutto nero o tutto bianco.. poco raccomandabile.. ce l'ho ancora in contatto, ma per poco... che sia successo anche a te questa cosa, da un lato mi rasserena e dall'altro deve consolare anche te perché la blogosfera è piena di gente comunque strana che come dici tu se non è accondiscesa in pieno va fuori di testa.
      Piccolo il mondo.. ahah

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    3. Sfanculato anche tu dalla premiata ditta? Non ne ho alcun piacere!Questi circoli di stronzi altezzosi dovrebbero sparire dalla rete e invece... Lei però era un'altra credimi, forse un alieno si è impossessato della sua mente oppure le cattive compagnie.

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    4. Piaceva anche a me come scriveva, ma giustamente - cosa sacrosanta - se non sei in grado di gestire non dico una critica, ma neanche un pensiero che vagamente contrasti (e sempre con le dovute maniere, sia chiaro), hai veramente difficoltà di relazione che non fanno ben sperare per la tua quiete mentale. Oppure davvero c'è un alieno scorbutico che le ha soffiato il blog.. ;)

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