sabato 25 marzo 2017

AREA DI SOSTA

Non toccherò questa Omologazione, dentro ci sono dieci anni di rete e di vita.
La necessità o il desiderio di scegliere tra le moltissime cose che ho scritto quelle che ritengo più rappresentative non mi autorizza a stravolgere questo blog.
Potrei creare un blog parallelo oppure delle pagine a parte all'ìinterno di esso. 
Ho contatti virtuali su ambedue le piattaforme più note WP e Blogspot,  le due NON SI PARLANO è necessario quindi creare un clone.
Ho la sensazione sempre più immanente che qualsiasi cosa faccia io mi avvicini alla "mia morte virtuale": se la sincerità delle cose che penso si allinea perfettamente su ciò che scrivo sarà la fine in questo web, tra i  miei contatti, in questa epoca. La fine senza nessuna altra specificazione, senza alcun giudizio retrospettivo, la fine fisiologica di un tempo che non mi appartiene più.
Proseguo.

I giardini dimenticati


Non sono sicuro che chi si ferma sia perduto! Può darsi che abbia scelto altro e si muova verso altre direzioni con mezzi diversi da quelli che conosciamo.
Nella Blogosfera io personalmente conosco un certo numero di luoghi FERMI, IMMOBILI.
E bellissimi.
Giardini cristallizzati  e fantastici che si sono conservati incredibilmente come sotto vetro: ho anche pensato che è questa loro "morte apparente" ad averli protetti, la loro lontananza e distacco dal ritmo normale e usurante del scrivi- leggi e rispondi.
Sono certo che la loro sparizione dal web, qualsiasi ragione tecnica o personale abbia, significherebbe una perdita culturale e umana tout court.
Penso anche che il profumo di certe stagioni non sia ripetibile e sono pieno di malinconia scrivendolo: scorro le pagine di alcuni blog, vado indietro nel tempo e vi assicuro che 
certi testi li trovo più belli oggi del periodo in cui vennero scritti! Oggi sono smaglianti.
Non voglio che spariscano dalla mia e vostra memoria, sono disposto persino a ripubblicarli pur di salvarli dall'inedia elettronica,  vorrei semplicemente prendermene cura come testimonianze di valore.
Marina Pierani trascina il male di non trovare più il senso di scrivere in rete, le perdite affettive ci
cambiano! Ogni tanto arriva il lampo prezioso di alcune parole...poi il silenzio è più amaro di prima, bisogna accettare.
TereZa scrive poco ma scrive splendidamente come sempre, frequenta e commenta pochissimo alimentando dunque il meccanismo crudele e ingordo del se -non commenti ti escludo progressivamente-.
Valentina è in silenzio da un anno ma recentemente ha scritto che tornerà ed io ne sono felice.
Caterina ha interrotto da secoli le recite musicali e Kabalino è solo un ricordo lontano. Anna ( Miss Kappa) ha dovuto adeguarsi alla sua città sconvolta dal terremoto e adesso combatte per una vita diversa.
Di molti altri blog non ricordo più nemmeno il nome ma il profumo, l'emozione in toto quella è rimasta indelebile. Altri blogger ancora hanno tra i loro trascorsi gemme di rara bellezza, Nico ne è un esempio
E' giusto? Sbagliato? Penso che sia come sia, passiamo tutti e la valutazione di quel che resta necessita di spalle forti in certi momenti, io non sempre le ho.
Mi è arrivato un commento da un Anonimo ( io sono il campione mondiale per questo tipo di commenti non lo sapevate?) era lapidario: Ancora questo testo?
Sì ancora, 
e ancora lo stesso blogger, 
le parole sembrano le stesse ma il cuore nell'intimo è mutato e ci gira attorno:
 le periferie si allargano e comprendono un lasso di tempo  e di vita sempre più vasti. Ancora.
La macchina mangiarifiuti spazzerà via prima te caro anonimo.

Nell'anno di grazia 2012 pubblicai questo post: lo rileggo goloso. Alcuni blogger sono veramente scomparsi, faranno altro forse ma credo non torneranno mai più. Le valutazioni che espressi cinque anni fa ( un secolo!) sono ancora valide per me, sono fatto così...ma oggi sono più contento perchè Caterina è tornata.
Non so come e perchè ma incautamente è di nuovo in rete, lo ritengo un miracolo.

venerdì 24 marzo 2017

La Fede e il resto

Credo che non siamo solo quel che si vede o si scrive, non finiamo qui e non siamo terminati col nostro termine organico: vorrei chiamarlo Dio ma l’entità religiosa ufficiale con la quale sono cresciuto me lo ha tenuto distante da almeno 20 anni a questa parte. Non è colpa del Signore ma di certe interpretazioni, non è colpa della Croce ma dei roghi accesi attorno ad essa dagli uomini di chiesa. Spesso è stato il Vaticano ad allontanarmi dalle manifestazioni pubbliche di fede.