lunedì 21 novembre 2016

Pianeti

Questo è il tempo giusto, non credo ne verranno altri. Spiegare a voi che leggete e di tanto in tanto passate di qua ma soprattutto ricordare a me stesso il tessuto da cui è composta la mia avventura sui blog.
Tra i quasi trecento post che sono pubblicati dentro Omologazione c'è n'è uno che rispolvera luoghi ormai dimenticati. Altri tempi, altre stagioni: era possibile comunicare tra le due più importanti piattaforme del web! Oggi sono "mercati " chiusi...proprio un gran bel progresso!
Il web è strapieno di blog abbandonati da anni ma ancora visibili e da moltissimi altri cancellati: sulla piattaforma blogger esiste la possibilità di riutilizzare uno spazio abbandonato e farlo proprio, un po' come nella legge del mare secondo la quale un relitto è di proprietà di chi lo abborda e lo occupa. E' una cosa di una tristezza enorme, quando ne ebbi coscienza provai a farlo (non volevo crederci) ed effettivamente era possibile. Scrissi un paio di post sul blog abbandonato di una blogger dicendo chiaramente che si trattava di un esperimento e che l'identità del padrone di casa non era più quella. Apriti cielo! Da una certa S di quotidiano imperfetto mi arrivò un torrente impetuoso di insulti e minacce: un diluvio di lezioni sulla moralità dello stare in rete. Inutile rispondere che non aveva letto bene, che avevo chiaramente scritto che trattavasi di un esperimento volto a provare se veramente fosse possibile una cosa simile, inutile dire che la cosa, una volta provata, finiva lì. Inutile.
Per fortuna mi pare che l'uso improprio di un blog sia molto raro ma trovare uno spazio abbandonato da secoli mi riempie di tristezza, il senso della mia frase " il virtuale non ci sopravviverà il cartaceo forse sì" nasce da questa esperienza: in qualsiasi momento il gestore di una piattaforma può chiuderci! E se non avviene ciò siamo noi stessi a mummificare un blog abbandonandolo al suo destino: pianeti solitari che seguono traiettorie libere nell'universo informatico.Inutilità? Destino? Fisiologia dell'esistenza? Testimonianza di una vita? Oppure solo il silenzio insondabile che tutti ci avvolgerà prima o poi?
Giro per il web da dieci anni e ho incrociato centinaia di blogger, centinaia di voci e di teste: non tutte di grande spessore ma il mio giudizio è ovviamente personale. Ciò che conta è che leggermi deve essere lo spunto per leggere gli ALTRI, poichè tra i link che trovate su alcuni blog c'è la via per raggiungere luoghi notevoli e profondi, Belli e, oso dire, degni di una vera lettura. E' questo il senso vero di aver scritto su un blog: liberarsi e comunicare, essere il tramite di un contatto intellettualmente e culturalmente più profondo.
Omologazione non è poi diversa: finita e pubblicata varie volte, riveduta e corretta, praticamente non più commentabile per una serie di motivi che ho spiegato varie volte, essa è un'astronave che porta con sè nel tempo le tracce della mia vita mentale, affettiva e culturale. Da essa negli anni sono nate varie propaggini, esperimenti anch'essi del modo di scrittura in rete, prove di approccio al mondo esterno degli altri blogger.
In alcuni casi certi cloni sono nati per l'impossibilità di comunicare tra una piattaforma e l'altra, in altre circostanze invece ho usato blog diversi per puro istinto ludico, per provare strade grafiche e strutturali diverse.
Poi nel 2010 è arrivata l'apocalisse.
Cambiare blog, ripropormi in altra veste fu solo lo sciocco tentativo di sfuggire a certi circoli chiusi e a certi blogger che usano la rete per un solo scopo, distruggere il lavoro di altri! Il tentativo, naturalmente non aveva alcuna possibilità di riuscita, troppo riconoscibile la mia scrittura, troppi anni e troppi contatti...la curiosità e la voglia di confronto l'ho pagata cara, il web sa esattamente chi è EnzoRasi anche se usa un nick diverso, così i vecchi demoni mi ritrovano facilmente.
La moderazione dei commenti o addirittura la loro completa eliminazione nasce da questo.
Di tutto quello che ho prodotto sulla piattaforma di Blogger sono presenti i seguenti BLOG oltre a questa prima omologazione:  gli omologhi su Wordpress sono indicati in un altro blog su quella piattaforma.
Ve li indico perchè metterli in rete mi è costata una gran fatica e pur avendo affermato l'inutilità del virtuale spero che incredibilmente qualcosa, un senso, una piccola luce, uno stimolo, un caso fortuito, una piccola parte di amore possano fecondare una rete diversa, più degna e seria.

- UN SOGNO PERFETTO
- UN GIORNO COME UN ALTRO
- LA VITA ALTROVE
- FINISTERRAE, MOSAICI DI SCRITTURA
- LA LONTANANZA CHE...
- MINIMUM 
- GIULIA ABITA ANCORA QUI

venerdì 4 novembre 2016

LYRICAE

Ungaretti a quattordici anni, quasi di nascosto chissà poi perchè. Ma dirlo ai ragazzi del pallone non era proprio il caso, io avevo una grande biblioteca a casa loro no e in più ero siciliano, dir loro di Ungaretti sarebbe stata l'occasione per alimentare un rancore subdolo che io non avrei saputo gestire.
Negli anni a venire ci furono poi Pessoa, Emily Dickinson,Garcia Lorca, Neruda; attorno ai sedici diciasette anni causa innamoramento e società spuntarono Wystan Auden e Edgard Lee Master (complice un De Andrè favoloso). Non ha nessuna importanza dire qui di tutti gli altri ma ci sono stati e ci sono, forti e immanenti, la poesia mi ha trsfigurato l'anima e ancora oggi se leggo Montale o Sylvia Plath vado in luoghi di cui non ho mai scritto. Vorrei farlo, vorrei tanto che fosse questa la mia ultima fatica, il mio cerchio chiuso. Scrivere di poesie, riproporle e raccontare i loro autori perchè dicendo di loro finalmente parlerei di me in modo nuovo e più adeguato alla mia essenza.
Vedete? Omologazione è qui, terminata e placida, per certi versi lontana e definita. Qui dovrei avere la forza di pubblicare i prossimi dieci anni di rete ma a modo mio. E' un compito immane.

venerdì 28 ottobre 2016

Il Mio Viola: Sidera. Uno dei luoghi più interessanti del web a me conosciuto.

Il Mio Viola: Sidera: Formule e funzioni matematiche non dicono ancora per noi quale sia la giusta direzione dell’esperienza, a quale latitudine sia possibile co...

giovedì 27 ottobre 2016

Gli addii vanno espressi ULTIMO POST

Giungere alla conclusione che è impossibile salvarsi, ecco il concetto primordiale che si stampa alla fine della risma di fogli che la mia mente ha prodotto in questi anni. Attendo con una certa impazienza di inabissarmi assieme all’isola che mi ha custodito finora, è il destino che attende me e le mie imprevedibili apparizioni.
Ho trascorso tutta una vita ad illudermi di far parte di un gruppo eterogeneo ma coeso; una sorta di popolo dell’aria, della terra e del mare, ognuno con le sue stimmate testimoni di infiniti ed estenuanti ricerche. Non è vero, non lo è in tutti i modi possibili: economico, politico, storico, esistenziale e culturale. L’ordine delle condizioni andrebbe visto in ordine inverso ma anch’esso è in fondo un esempio del divenire della mia vita in questa parte di mondo e di web. Dal denaro dispensatore di ipocrite sicurezze e di intollerabili ignoranze alla politica che è sempre stata un ciarpame di ignobile fattura sotto qualunque regime e presupposto sociale. Dalla storia stanca di prostituirsi in cento modi pur di essere accettata dai suoi lenoni, alla cultura infine che resta una vetta inarrivabile tanto più desiderabile quanto meno cercata con spirito fiero.
La Sicilia, dove sono nato per volere fermo di mio padre ignaro solo in parte delle sue tremende responsabilità, la mia terra, è un’ipotesi segnata dal marchio di questa certezza antica: un’isola può sparire, non disegnarsi più all’orizzonte comune. Poco importa da quale volontà nasca questa magnifica tragedia, l’entità acquea, marina, già perfettamente definita da Omero, della civiltà mediterranea, si sorregge sui flutti ed è l’essenza stessa dell’instabile; per me e per tutti coloro che sono rimasti abbastanza a lungo su queste sponde vale l’eterna metafora dei naviganti,
su di noi incombe il naufragio.
 E dirò, finalmente fuori dai denti, che è inutile nascondervi e nascondermi il possente impulso oscuro verso l’estinzione: che splendida e sensuale amante! Rincorsa nei giardini di un’adolescenza solare, posseduta a scatti nella giovinezza inquieta, e amata con tutto me stesso, sì con tutta la forza del mio intelletto, in questo scorcio di inutile maturità.
Dirlo è liberarmi di un peso e dell’angoscia di vivere a metà, di respirare a piccoli sorsi: dalla Sicilia non posso sfuggire, non ci riuscirei. E’ un’impossibilità totale cui fa da contrappunto perfetto la volontà di provarci. Vivo così, è questa l’essenza magica di quest’isola, la sua essenza esoterica primordiale. Probabilmente non vi avrei voluto nascere e mi comporto come se non volessi vivere tout court: ho distrutto decine di esistenze anteriori a questa e mi sono riproposto in altri modi; tutte forme diverse per dire la stessa cosa, non mi sopporto.
Tuttavia ho amato, vi ho amato, siete tutti stati, più o meno consapevolmente, interlocutori di un disegno più vasto. Coltivavo l’idea di una comunità scelta, elitaria per necessità, aperta per educazione, solidale per esigenza umana. E non potevo farlo se non da qui, dal mio profondo e meraviglioso sud; la storia, tutte le nostre storie, mi sono passate accanto ed io le ho studiate ogni giorno, anche a vostra insaputa, le ho accudite e sorbite con il fuoco sacro della mia esperienza.
Ma non è servito a nulla, non a lenire il dolore né a colmare le distanze, tutte le voci sono diventate via via dissonanti e stridenti. Questa sinfonia si suona altrove e su un altro spartito. La nazione che io conoscevo, anche nei suoi migliori rappresentanti ha dovuto, voluto convenire ad altre scelte e adesso ritmicamente riproduce il refrain del federalismo, dello scollamento e della multietnia. E tutti i blog sono pieni di un cicaleccio continuo, di strane danze che manifestano il desiderio di essere accolti alla nuova corte da nuovi sovrani.
Ed io non ho più nulla da scrivere se non la mia scostante estraneità a questi pseudoconcetti cresciuti con l’erba della bassa e annaffiati dalle acque di un possibilismo sconsiderato. Non c’è alcuna alternativa miei lontani bloggers, torneremo alle città e alle valli sospettose l’una dell’altra e coltiveremo i dialetti perché non abbiamo saputo possedere la lingua tramandataci dalla nostra storia culturale. A che serve postare, linkare, commentare se alla fine siamo tutti dentro l’identica prospettiva, quella di un reality- realtà costruito di sana pianta? A che serve pensare se il primo deficiente può usufruire della libertà virtuale per lordare l’espressione che hai amato e trasmesso?
Dietro la delusione e l’agitarsi di questa sciocca apparenza a me è rimasta una quiete profonda, quella di certe sospensioni notturne adesso che la sera allungandosi regala più tempo per riconsiderarmi. Lo so che probabilmente state valutando queste parole come la quintessenza di un estetismo inutile e barocco ma non m’importa più. Capire, capirsi, mischiarsi, amarsi…dire finalmente. E dire basta senza nessuna specificazione perché una stagione è finita e le prossime saranno di altri ma non più mie.
Non cancellerò OMOLOGAZIONE NON RICHIESTA, la ritengo bella e mia, di una possessività che non ha mai escluso, mai insultato ma solo definito confini di dialogo ormai desueti. Essa resterà qui nell’aria ed è l’unico suo valore: raccontare a chi passa e vuole ascoltare che Enzo è stato qui, che era vivo ed era siciliano orgoglioso di esserlo.  Lasciare libero questo spazio nell'etere e vedere passare la vita, le voci, i sussurri, le mani…le bocche, insulti sanguinosi e volgari o lodi suadenti e confortanti: appresso ad esse nessuna risposta definitiva. Non per arroganza bensì per una cosa che si chiama discrezione silenziosa o mortale superiorità. Dalle mie parti funziona.

Questo era il post conclusivo di OMOLOGAZIONE NON RICHIESTA
Voglio che resti ancora tale al termine di questo giorno.
Niente altro.

mercoledì 26 ottobre 2016

Devo fermarmi: UNICO POST COMMENTABILE

Scusatemi ma non ce la faccio più. ma il mio primissimo blog è completato e visibile in rete sulla piattaforma blogger:.

Avevo chiesto ad alcuni blogger di prendere il testimone: ho in archivio una marea di testi, datati certo ma li ritengo più che dignitosi. Poi negli anni li ho frammentati, ri assemblati, in certi casi trasformati completamente...nel medesimo arco di tempo sono accadute molte altre cose e il mio rapporto con voi e il blog è cambiato in peggio. Strega Bugiarda si lamenta a ragione della scomparsa di molti commenti posti in calce ai post negli  anni passati, questo è il risultato del mio brutto carattere esacerbato da certi comportamenti sociali che mi si potevano evitare. Acqua passata? ACQUA PASSATA!
Ma resta il fatto che adesso io sono esaurito e confuso perchè di tutti questi anni e di tutta questa scrittura non so più che farne. E nessuno vuol porvi mano. Ho troppi scheletri nell'armadio?

Cercavo un editore virtuale, una cosa tranquilla, senza fini di lucro: qualcuno che leggesse, scegliesse e infine pubblicasse- A dire il vero mi era passata per la mente una idea ancora più assurda: far riscrivere al testimone la mia produzione laddove ritenesse e avesse lo stimolo di farlo...comprendo che serve pazienza, basi culturali vicine e... lasciamo perdere.

Qua dentro ci sono 272 post, una trentina di colonne sonore molto diverse tra loro, tutto rispecchia il mio mondo ma non mi convince più.
Convincere non è il verbo giusto, in realtà ne servirebbe più d'uno per descrivere il mio stato d'animo.
Ma chi è interessato a conoscerlo? La mancanza di fede è ciò che mi ha schiantato ma non ho nessuna accusa da fare a nessuno. Il virtuale è questo, prendere o lasciare e vale anche per me...forse vale per tutti voi.
Scriviamo come sappiamo, se ci liberiamo è meglio. Potrei dirvi che si apre un blog se si è in grado di scrivere decentemente e che non penso sia scandaloso affermarlo. Ma non c'è solo la cifra stilistica e letteraria a dare il via alla nostra espressività di blogger, conta molto anche quello che si ha da dire, le proprie esperienze, sensazioni, emozioni. A volte esse sono così pregnanti da non aver bisogno di abiti sintattici particolarmente eleganti. Se fosse possibile avere l'uno e l'altro sarebbe perfetto! Ma tra la perfezione (e ci sono buoni esempi sui blog, guardate per es. alcuni indirizzi sul mio blogroll) e il nulla posso accettare una miriade di posizioni intermedie. Però l'indole non cambia, i desideri nemmeno e quando incontro stronzate assolute, ecco in quel caso io perdo le mie inibizioni.. Perchè deve esserci un limite all'insipienza e alla volgarità profonda dell'uomo, un argine alla sua arroganza spacciata per sapienza e civiltà; la blogosfera è piena zeppa di escrementi e, col suo meccanismo virtuale, ha generato mostri ed essi si sono riprodotti. Titoli!? Potrei farvene a decine ma dopo sarei costretto a cambiare residenza per l'ennesima volta. E mi sono rotto le palle!
Negli ultimi 4 anni a intervalli sono stato preso da una sorta di furore e di cupio dissolvi, nel giro di pochi minuti sono stati cancellati così alcuni blog e, soprattutto, un centinaio di articoli originali che non potrò mai più recuperare. Lo stimolo per tali momenti di perdizione assoluta è sempre stato il contatto con gl altri, i commenti in particolare e il loro discutibile contenuto; sono giunto alla conclusione che si tratta di un problema irrisolvibile almeno per me. Se la questione è questa ed io non sono capace di relazionarmi col resto di questo ambiente non ho alternative: me ne vado oppure resto "sigillato" in un blog che non possa nemmeno tecnicamente dare adito a discussioni che non gradisco o ritengo inutili se non risibili.
Non avevo pensato di chiudere, avevo solo abbandonato questo guscio su una sedia e il corpo altrove. Ma entrambi soffrivano per la reciproca lontananza. Poi , qualche giorno fa, ripassando sulle pagine di alcuni blogger ho capito che non era giusto, che comunque questo guscio era carico dei miei umori e che doveva vivere, a modo suo, con un tempo diverso, ma doveva vivere. Omologazione adesso ha una grafica, dei colori e una colonna sonora diversi: sono quelli che mi si addicono di più in questa parte di vita, i più vicini al mio mondo e alla mia sensibilità. Non avevo considerato il senso di morte che mi sale in gola senza queste pagine scritte: meglio dunque lasciarle qui così. La mia soluzione si chiama OMOLOGAZIONE NON RICHIESTA E' QUESTA CHE STATE LEGGENDO E IL SUO CLONE DI WP.
La storia di Enzo e Giulia resterà dov'è, tranquillamente seduta sulla panchina che ci vide assieme, non poteva essere altrimenti.
I testi frammentati proseguiranno il loro corso: sono finiti e programmati da tempo, lasciare in rete HICETNUNC e PICCOLI SEGRETI non mi costa nulla.
Tutto il resto verrà oscurato non perchè non l'abbia amato ma perchè lo amo troppo.
Scusatemi davvero, EnzoRasi

martedì 25 ottobre 2016

Aria


Non scappo, sembra che lo faccia ma sto solo cercando una via diversa, qualcosa che sedi la febbre che mi brucia DENTRO.
I blog sono aria, spazi da riempire di noi, se ne siamo capaci, ma fuori da qui, nel mondo che percorriamo ci sono altre stimoli, altre vite e altra vita da vivere, se non consumo anche quelle io qui non avrei nulla più da scrivere.

La mia idea è quella di lasciare una testimonianza “aperta” ai sogni futuri, i miei e quelli di chi mi legge.

Sono convinto che bastano poche righe scritte nel modo giusto e lette con il piacere di comunicare e il blog vive per sempre. I colori, la musica, le foto, le scelte che sottendono tutto questo resteranno , io non voglio chiudere voglio anzi che il mio blog diventi una mano ferma e sicura che dica a chiunque passi da qui che il mio spirito aveva un senso perchè non aveva dimenticato il passato e ucciso il futuro.

I miei post sono semplicemente riproposti senza impedirmi di fare altro: leggere per esempio i vostri blog con maggior attenzione, riflettere su una cosa che ritengo fondamentale, evitare la banalità del vivere che in rete è una costante come il commento ad ogni costo, la presenza uber alles e poi il vuoto disperato delle cose ripetute senza gioia.

Ecco io non voglio perdere la gioia di essere sedotto da quello che scrivo.

Con questo obiettivo ho risistemato, per l'ennesima volta, Omologazione: I post quindi sono tutti tranne qualche rara eccezione dei deja vu. Ho anche deciso di pubblicare tutta la serie di post che ho scritto con l'intestazione ENZO E GIULIA in un blog a parte collegato a questo: sono una serie di post cui sono legatissimo per tutta una serie di motivi e non sono mai riuscito a mescolarli con gli altri. Bene staranno da soli
Mi dispiace moltissimo per i vostri commenti su quei post perchè sono andati quasi tutti perduti...chissà se avrete voglia di rifarli.
Avevo l'idea di pubblicare un post al giorno, non è possibile poichè mi sono accorto che in questi 5 anni ho scritto in maniera forsennata e i post sono molti di più; pazienza riempirò un anno e mezzo.