
Io non sono particolarmente coraggioso ma talvolta l'esperimento l'ho tentato...gli esiti? Vari ed eventuali. Questo è un post ad personam e , con tale scusa non avendo altro da fare, tiro fuori l'album di famiglia.
Gigi rafforzò il suo primato come capo e i nostri pomeriggi assieme sembravano non dover mai finire. Lui era più grande e più grosso di me, io sapevo più cose e questo lo faceva arrabbiare moltissimo: io gli invidiavo la sua cultura "motoristica" (il padre faceva il meccanico) e la possibilità di fregare ogni tanto la Gilera che stava in officina.
Il dramma avvenne il giorno in cui lo convinsi a farmi fare un giro: cademmo, lui scassò la moto e io fratturai il braccio sn malamente. I rispettivi padri se le cantarono sul muso e la nostra amicizia, pian piano, cominciò a scemare. Nel 1963 ci si vedeva solo il sabato al cinema, nel 64 lo salutai mentre pomiciava ai giardinetti con una ragazza... mi salutò a stento e mi fece capire di squagliare. Sparii, per sempre.
Luca era macilento ma rideva sempre; finì a stento le medie e mentre io mi iscrivevo al primo ginnasio venne una sera di ottobre per ridarmi un centinaio di figurine Panini che erano mie e che gli avevo "prestato" un anno prima. Suo padre era calabrese e lavorava poco, scendeva a Roma da suo fratello a cercare fortuna..."andrà bene, son sicuro. Ah, senti ti ho scritto qui l'indirizzo nuovo, ci scriviamo dai." E ci scrivemmo, di tanto in tanto, e le lettere erano qualcosa d'incredibile. io ero già così e per lui il congiuntivo era un calciatore dell'Uruguay, io avevo un sacco di dubbi e lui lavorava con suo padre...a volte si capiva che non sapeva che scrivermi e che era imbarazzato ed ero io a rigirare la frittata, a dargli la spinta. La corrispondenza terminò del tutto nel 1966, di Luca non so più nulla da 42 anni.
Enzo è qui dietro i tasti, una laurea in medicina e un'altra vita 2000 chilometri più a sud
cuore: una mano regala piacere e commozione, l'altra ci sega via una fetta di vita e di illusioni.Tiziana l'ho rivista l'ultima volta nel 1981...e mi sarei ucciso! 20 chili in più e i suoi meravigliosi occhi viola sepolti da un oceano di trucco e di trucchi. -Non mi baceresti più, vero?- La baciai e lei pianse. parlammo della mia nuova vita a Palermo e della sua a Milano piena di lutti e di droga. Avevamo un'amica in comune, una compagna di classe del liceo. Fu lei a dirmi che Tiziana era morta di overdose al parco Lambro 2 anni dopo. Ci sto male ancora adesso, parlarne o scriverne è un tale dolore che mi chiedo se non sarebbe stato meglio e più dolce interrrompere la mia ricerca 28 anni fa.

Gli altri amici che, come me hanno, la fortuna di risiedere oltre lo stretto, godono di consuetudini che annullano i "colpi al cuore" prima descritti. Da fuori sembriamo solo più o meno i
n vecchiati. 
Chi può dire cosa siamo veramente, quanto sia rimasto dei nostri cuori, delle nostre sorprese? Questo viaggio non vi darà nessuna certezza...



