sabato 19 luglio 2008

POST AD PERSONAM




















Lucignolo mi fa una domanda naturale... il mondo dei blog langue ed io rifletto assonnato. Rivedere i ragazzini che eravamo? Avere il coraggio di affrontare la macchina del tempo?
Io non sono particolarmente coraggioso ma talvolta l'esperimento l'ho tentato...gli esiti? Vari ed eventuali. Questo è un post ad personam e , con tale scusa non avendo altro da fare, tiro fuori l'album di famiglia.


LA FOTO (1959): Ornella 2 anni dopo quell'immagine aveva due tette meravigliose e non poteva continuare a far la scema con dei poppanti; si prese un fidanzato e poi altri. Nel 68 sposò un meccanico di Mantova, ce lo presentò, bevemmo un paio di gazose, ridemmo e lei sparì dicendo " ci vediamo quest'estate". Lei aveva 19 anni.




Il padre di Wanda, metalmeccanico, si trasferì a Torino nel 60 con tutta la famiglia e chi si è visto si è visto; la ragazza tra l 'altro aveva una comunicativa da pesce lesso surgelato...nessuno si accorse della sua assenza.
Gigi rafforzò il suo primato come capo e i nostri pomeriggi assieme sembravano non dover mai finire. Lui era più grande e più grosso di me, io sapevo più cose e questo lo faceva arrabbiare moltissimo: io gli invidiavo la sua cultura "motoristica" (il padre faceva il meccanico) e la possibilità di fregare ogni tanto la Gilera che stava in officina.
Il dramma avvenne il giorno in cui lo convinsi a farmi fare un giro: cademmo, lui scassò la moto e io fratturai il braccio sn malamente. I rispettivi padri se le cantarono sul muso e la nostra amicizia, pian piano, cominciò a scemare. Nel 1963 ci si vedeva solo il sabato al cinema, nel 64 lo salutai mentre pomiciava ai giardinetti con una ragazza... mi salutò a stento e mi fece capire di squagliare. Sparii, per sempre.
Luca era macilento ma rideva sempre; finì a stento le medie e mentre io mi iscrivevo al primo ginnasio venne una sera di ottobre per ridarmi un centinaio di figurine Panini che erano mie e che gli avevo "prestato" un anno prima. Suo padre era calabrese e lavorava poco, scendeva a Roma da suo fratello a cercare fortuna..."andrà bene, son sicuro. Ah, senti ti ho scritto qui l'indirizzo nuovo, ci scriviamo dai." E ci scrivemmo, di tanto in tanto, e le lettere erano qualcosa d'incredibile. io ero già così e per lui il congiuntivo era un calciatore dell'Uruguay, io avevo un sacco di dubbi e lui lavorava con suo padre...a volte si capiva che non sapeva che scrivermi e che era imbarazzato ed ero io a rigirare la frittata, a dargli la spinta. La corrispondenza terminò del tutto nel 1966, di Luca non so più nulla da 42 anni.

Enzo è qui dietro i tasti, una laurea in medicina e un'altra vita 2000 chilometri più a sud

Lucignolo mi chiede e si chiede se ho mai la tentazione di rivedere certe moviole, se ne vale la pena. Non conosco una risposta sicura, il tempo ci trasfigura e le lunghe assenze sono un colpo al cuore: una mano regala piacere e commozione, l'altra ci sega via una fetta di vita e di illusioni.

Tiziana l'ho rivista l'ultima volta nel 1981...e mi sarei ucciso! 20 chili in più e i suoi meravigliosi occhi viola sepolti da un oceano di trucco e di trucchi. -Non mi baceresti più, vero?- La baciai e lei pianse. parlammo della mia nuova vita a Palermo e della sua a Milano piena di lutti e di droga. Avevamo un'amica in comune, una compagna di classe del liceo. Fu lei a dirmi che Tiziana era morta di overdose al parco Lambro 2 anni dopo. Ci sto male ancora adesso, parlarne o scriverne è un tale dolore che mi chiedo se non sarebbe stato meglio e più dolce interrrompere la mia ricerca 28 anni fa.










Del mondo adagiato in pianura mi sono rimasti Anna che fa l'imprenditrice a Rho, Ambrogio sacerdote e consulente dell'arcivescovo di Milano, Irene che è una madre di famiglia sposata a un salumiere di viale Monza, Walter che fra poco va in pensione ed è professore in un liceo di greco e latino.




A Firenze c'è Sandro: 30 anni di amicizia vera e disillusioni controllate. Lui meriterebbe un racconto a parte...chissà forse un giorno, se le donne ne lasciano qualche pezzo intero. E' anche l'unico che potrebbe intervenire qui...ma non credo lo farà mai. E' un bel tipo Sandro, una bella persona.
Gli altri amici che, come me hanno, la fortuna di risiedere oltre lo stretto, godono di consuetudini che annullano i "colpi al cuore" prima descritti. Da fuori sembriamo solo più o meno in vecchiati.

Siamo altro? Vito direbbe : "Mah".
Palma sarebbe sicura che sì, c'è dell'altro.
Cinzia direbbe che siamo fermi come scemi a 20 anni.
Io dico che siamo scie di comete...una traccia la lasciamo sempre in questo cielo. Spero ce ne sia un altro, un altro dove Tizzy sia ancora disposta a baciarmi e a insegnarmi a scrivere.



Chi può dire cosa siamo veramente, quanto sia rimasto dei nostri cuori, delle nostre sorprese? Questo viaggio non vi darà nessuna certezza...

la vita in fondo, Luca, è una magia.






mercoledì 16 luglio 2008

LA DIFFERENZA



Questi sono cinque che adesso non esistono più.


Wanda e Ornella le ragazze.


Enzo col cravattino, Gigi col giubbetto nero e Luca col dito in bocca i ragazzi.


A quel tempo io non sapevo della differenza tra parlare e scrivere...al gatto, per esempio parlavo ma non scrivevo mai. Ornella ( quella alta) invece al gatto Cecio ogni tanto scriveva dei bigliettini ma non ricevette mai una riposta.


Questi cinque adesso sono diventati altro e non si conoscono più: dalla primavera del 59 ad ora delle loro traettorie è restata solo una scia indistinta. Ne scrivo per questo, per fare la differenza.


Ma allora e per un po' di anni ancora io parlavo e basta, scrivere era solo un voto alto in pagella. Mia madre conservava i temi che facevo: li metteva in una cartelletta verde che nascondeva gelosamente. Le chiesi un giorno perchè lo facesse e mi rispose: " Perchè ciò che si scrive è una persona, è il suo spirito", poi mi baciò e tanto mi bastò. Per lungo tempo.









Fu Tiziana dai capelli rossi a spiegarmi la differenza...e la sua spiegazione mi parve molto diversa da quella di mia madre e mi piacque di più. Oggi so che erano la medesima cosa.



Poca gente nella biblioteca d’istituto. Meglio, questa non sarà mai un’alcova però una stanza larga e quasi vuota è un buon palcoscenico. Oggi glielo dico, oggi o mai più. Chi se ne frega della ricerca di storia…è bellissima, la gonna a quadri chiusa da una enorme spilla d’oro e le sue gambe e il suo profumo leggermente speziato. Invade i miei sogni da mesi, non ho più una notte ristoratrice da quando la testa si è inceppata su di lei: quindi oggi glielo dico per non impazzire e non dichiararmi sconfitto davanti alle masturbazioni mentali e non.
Ha già preso i testi e mi guarda, io sto fermo come un cretino a osservarla come un’opera d’arte.
- Enzo me la dai una mano a portare questi libroni sulla scrivania o devo fare tutto da sola?
- Eh…certo. Scusa
Li prendo in fretta tutti, manco fossi un fusto da olimpiadi del sollevamento pesi…e cascano tutti fragorosamente a terra. Inevitabile, un classico che si ripete. Ma come faccio ad essere così?
-Madonna che casino…si sono rovinati?
- No, non mi sembra. Dai tiriamoli su e basta.
E’ mentre li posiamo sulla scrivania che sei troppo vicina per respirare, è adesso che ti prendo la mano e ti dico: “Tiziana ti amo”.
La voce non sembra la mia eppure l’ho usata senza pensarci; è una voce da uomo che stona nel mio corpo da adolescente affannato.
Ti giri, non parli. Mi guardi senza fretta. Qui niente e nessuno ha fretta. Mi guardi e io non riesco a smettere di bere i tuoi occhi…


Era il primo anno di liceo classico quando una ragazza mi rivelò il mistero del parlare e dello scrivere: io le dissi ti amo, lei si avvicinò e si mise un po’ di sbieco affinché potessi ammirare la lunghezza delle sue ciglia e mi rispose: “Scrivilo, non dirmelo perché lo dimenticherai, scrivilo con un bacio.”
Ho parlato con migliaia di persone ed erano tutte chiacchere importanti, l’unico ricordo che conservo di esse è un’eco lontana. Scrivo da quel pomeriggio in cui Enzo scrisse a Tiziana con un bacio lento e pieno d’aria che era innamorato di lei. Così Tizzy c’è ancora, con la gonna a quadri e lo spillone dorato e la camicia chiara sopra il seno ansimante; C’è perché ne ho scritto.
Allora come adesso, scrivo per pesare di più sulla bilancia della vita o per continuare a crederlo. Ognuno di voi ha la sua ricetta e relativa posologia dentro la tastiera…miliardi di battiti e di baci, un firmamento di astri luminosi che contengono le nostre vite che continueranno a riflettere sulla terra anche quando i proprietari saranno volati via.

lunedì 14 luglio 2008

L'AMERICA - Giorgio Gaber -

Stesso discorso del post precedente: ma è questa la satira che incide, che non puoi fare a meno d'ascoltare e che ti lascia un buco dentro, un buco che devi riempire con i tuoi pensieri, Altro che la Guzzanti.

Giorgio Gaber - La razza in estinzione

Non posso aggiungere altro, mi sento anche un po' coglione e insopportabilmente snob nel postare questo video. Sono "fuori", figlio di un'astrazione, sono il frutto di quella generazione, quella che ha perso e adesso ha spesso un'andatura ridicola. Ma Gaber dice esattamente ciò che io provo oggi e lo dice come piace a me.

sabato 12 luglio 2008

PIAZZA NAVONA, L'ACQUA SCORRE E SI PORTA VIA TUTTO


Non è una questione di destra o sinistra.

Cominciamo da qui, da questo assunto vecchio come il mondo che un tempo era il cavallo di battaglia di uno degli artisti più intelligenti, sensibili e grintosi del teatro italiano: Giorgio Gaber. E’ una questione concettuale…e storica, vogliamo parlarne?

In una democrazia che abbia superato l’adolescenza e si voglia ritenere matura i ruoli sono e devono essere distinti e non è concepibile che un potere costituzionale possa sovrapporsi ad un altro. Questo dice il buon senso, questo dice la nostra costituzione. Io devo dire in tutta sincerità che pur non avendo simpatie per Berlusconi trovo assolutamente scandaloso e improprio che una parte politica ( vale anche per la destra ovviamente) cerchi l’avallo o comunque una sponda nel potere giudiziaro per delegittimare e possibilmente distruggere l’avversario che sta governando per volontà dei cittadini che l’hanno eletto liberamente.

E’ una cosa inconcepibile e schifosa, è un cambiar le regole del gioco democratico mentre è in corsa la partita. Può fare comodo, molto comodo e lo si è visto negli ultimi anni ma concettualmente è un abominio e basta.

Mi spiego meglio: io non concepisco e non ritengo né democratica né valida un’opposizione che si rifiuta di riconoscere alla maggioranza uscita dalle urne il diritto prima e subito dopo il dovere ( per onestà verso il proprio elettorato) di formare un esecutivo che proponga e approvi leggi in linea con le “promesse” elettorali. Non credo che sia un ragionamento incomprensibile; secondo me è la base di una qualsiasi democrazia, ci piaccia o no.

Se non ci piace, se abbiamo perso le elezioni diamoci da fare per costruire una proposta alternativa valida, comprensibile e che coaguli attorno a sé la maggioranza dei cittadini. Un’opposizione che esercita il suo ruolo in modo violento , dando del frocio al Papa, della puttana pompinara ad una ministra, del mandolinaro mafioso al Presidente della Repubblica non ha nessuna credibilità, nessuna speranza…fa solo schifo e fa girare le palle alla gente seria. Se non vogliamo capirlo peggio ma molto peggio per noi e per il futuro dei nostri figli i quali finiranno per pensare che sia assolutamente normale far vivere o cadere un governo appoggiandosi a frange minoritarie della magistratura ( ribadisco minoritarie ) ad intellettuali vanesi e a comici in cerca di visibilità e soldi.

Invece non è così che si fa. Non funziona così compagni, così si perde, Stop senza ulteriori aggettivi. Nei paesi ad ordinamento repubblicano e parlamentare, nelle nazioni serie la contestazione (sacrosanta) a un governo si fa per via parlamentare e, a volte, anche raccogliendosi in una piazza, discutendo pubblicamente su un giornale o su un blog (perché no)…ma sempre e soltanto mostrando una proposta politica praticabile e convincente. Per me è scoraggiante osservare, dovunque e quindi anche sui blog che frequento e spesso nei rapporti con persone che hanno meno di 40 anni, un’opposizione sui generis che vedo solo in Italia: un’opposizione che, per vivere, denigra, denigra aprioristicamente chiunque, il capo dello stato, il premier, l’esecutivo…il Papa. Offese e fango per tutti senza distinzioni, offese con un sorriso sarcastico sulle labbra per gli “altri”, gli oppositori, quelli che la pensano diversamente e che quindi sono merda fusa, il sorrisetto di S. Guzzanti per intenderci.
Questo è fondamentalmente il motivo per cui, da quando ho aperto il blog, evito come una peste gli argomenti politici: per evitare lo scontro fine a se stesso, per non ammalarmi di fegato…per non mandare affanculo tutto in modo esagerato e controproducente. Ma è dura, credetemi, veramente dura, rapportarsi con persone che, improvvisamente, dopo aver mostrato un viso civile e sensibile su una quantità di argomenti e situazioni, dopo aver instaurato un rapporto umano degno e vitale, improvvisamente con nonchalance ti dicono che è normale trasformare il diritto ad un’opinione in un mettere alla berlina l’opinione altrui, che anzi è praticamente un dovere, che la dignità di una persona si ferma dove la sua idea non coincide con la tua, che quasi ti fanno un favore se ti mandano a cagare con dolcezza e una smorfia di beffardo compatimento.
Piazza Navona è stata una ridicola farsa secondo me, una farsa che mi ha ucciso dentro. La certezza che l’opposizione, la mia opposizione, non esiste più: sepolta da una cascata di motti e di insulti gratuiti. Ha lasciato il posto ovunque, anche in rete, ad una opposizione che annega nella rabbia e nell’impotenza, che non fa da stimolo al miglioramento legislativo, che non fa crescere in Italia una coscienza civile. Andate a leggere gli interventi di Grillo, Travaglio, Guzzanti ( l’intervista sul Corsera è da incubo), Di Pietro etc etc. Essi sono lo specchio di una sola cosa: odio allo stato puro di chi, stupidamente, sente come un’usurpazione la vittoria elettorale dell’altro anche se ottenuta a larga maggioranza.
Questo è… fuori dai denti. E nel contesto dell’odio non ci sono avversari ma solo nemici: annientiamo chi la pensa diversamente, copriamolo di fango…il tempo di ragionare verrà, se verrà, dopo, dopo aver pulito il sangue e i resti di quelli che sono stati macellati dalla mia banda. Non è questione di destra o sinistra, è questione di misura e civiltà…ed io sono definitivamente stufo. Posterò questo articolo per onestà intellettuale ma non risponderò a nessun commento, non ne sono più capace. Se quello che ho scritto mi alienerà parte dei contatti e delle simpatie significa che c’eravamo sbagliati. Capita, Salutiamo.







venerdì 11 luglio 2008

PREMI E COTILLONS


Dyo (http://dyotana-senzapaura.blogspot.com/) , in preda a riflessioni sul cinismo degli esseri umani e della vita, mi ha elargito un premio: Brillante weblog è un premio assegnato ai siti ed ai blog che risaltano per la loro brillantezza sia per quanto riguarda i temi, che per il design. Lo scopo è quello di promuovere tutti nella blogosfera mondiale!

Nico , che devo dirti? Risalto? Risalto. E adesso viene il bello: regolamento del premio. Primo fate copia-incolla per trascrivere le regole e poi passate il brillante ad altri brillanti.

1- Scegli un minimo di 7 blog che credi siano brillanti nei loro temi o nel loro design. Esibisci il loro nome e il loro link ed avvisali che hanno ottenuto il Premio “Brillante Weblog”.
2- Esibire la foto o il profilo di chi ti ha premiato e di chi viene premiato nel tuo blog.
Ma tu quest’ultima cosa non l’hai fatta… dov’è il mio profilo? E la mia foto? E tutti gli altri profili ? Ti perdono a causa del tuo incontro con l’accoltellatore voluttuoso (facciamo strage di cuori eh?).
I miei premiati sono:
-Kabalino http://lacodadelcalcinculo.blogspot.com/ che ha un design espressivo come una cocuzza bollita ma una espressività letteraria UNICA. Provare per credere.
-Beatrice Nicolai http://independance.splinder.com/ musica francese di gran classe, fotografia “pensata” ed emozionale… parole da centellinare. Forse un blog un po’ snob ma dal profumo inconfondibile.
-Valentina C. http://www.tremaredamore.it/ amo i blog “personali” quelli che esprimono adeguatamente i loro padroni di casa. Se c’è un blog scritto in modo brillante è questo. E poi per me profuma di mare.
-Hanna http://philohanna.blogspot.com/ design originale (mai quanto la sua padrona di casa) temi “scottanti”, punti vista “imbarazzanti” poco condivisibili… che devo dirvi quando ci passo provo una sensazione di antica libertà. Non so dirvelo meglio
-Desaparecida http://www.comeh2o.blogspot.com/ bello, colorato, sentito, frequentato. Devo alla sua padrona di casa il mio ingresso nel mondo dei blog; è un debito importante come l’affetto che mi lega a lei.
-Marina P. http://ineziessenziali.blogspot.com/ spazio serio, senza fronzoli grafici ma con un grandissimo contenuto letterario e intellettuale. Sono certo che Marina gradirà la mia asciuttezza.
-Emanuela http://nonsisamai-nonsisamai.blogspot.com/ la ragazza in questione è il mio sguardo sull’altra parte del mondo e sul mito americano. La grafica non è eccezionale ma le foto spesso lo sono, stile di scrittura netto, lucido…direi chiarificatore e spontaneo.

Ecco fatto, ho lasciato fuori alcuni blog, probabilmente ci sarà qualche risentimento. Nella vita è impossibile compiacere tutti e io sono certamente il meno indicato a farlo. C’è una cosa che non capisco: la frase “. Lo scopo è quello di promuovere tutti nella blogosfera mondiale” che cavolo significa? Che alla fine tutti premiano tutti? Un’auto premiazione mondiale? Bene… premio il sito di Enzo rasi per la sua pervicace e ostinata tendenza a fare lo scettico blues ammaliatore di donne, il saggio ante litteram e il principe dei puntini di sospensione…

giovedì 10 luglio 2008

Miracles, Jefferson Starship

I luoghi mi lasciano, le persone prima o poi svaniscono ed io so di gente che scrive appunti di viaggio per non dimenticare. So che esistono: minuziose miniature di soli che sorgono alle 5.32 fuori da una stanza al decimo piano quando il viaggio è appena iniziato in una città che solleva lento il suo sipario.

Soli che si alzano ancora incerti nei fondi del caffè ed esistono soli annotati mentre scavalcano la pensilina di qualche piccola stazione. Sono le 5.32,e il primo raggio s’inarca sotto la panchina e la luce mi lecca le gambe.Forse tu dormi... ci sono soli scritti con il dubbio di non essere mai andati troppo lontani per avere il desiderio di tornare. E ci sono soli che nascono e muoiono senza una memoria,non una pagina, non un rigo.

Ci sono soli che passano. In un vuoto temporale dove tutto si è fermato nel buio tranne il tempo. Non sono appartenuti a nessuna città, a nessuna vita, a niente che è stato scritto - forse mi sto innamorando - a niente che si voleva scrivere-ti amo- Passano, sbiadendo nella tappezzeria azzurra dell’universo.

Sapere dire altro, in un altro modo; fare del qui l’adesso come quando qui era il posto certo, l’aderenza dell’ora all’aria, il fuggire del mare senza incrociare il morso del destino, e sul finire delle sere era qui anche l’esserci, e le stelle erano così lontane...non c’era verso di contarle né d’interpretarle. E l’averti e il non averti era un fifty-fifty come tutto del resto.

Qui e adesso.


A volte si va lontano per non sentire il fetore dei propri sogni in decomposizione...e poi non si sa o non si vuole più tornare.
Ah,il pezzo è del 1975 dall'album Red Octopus, un attimo prima che l'astronave si disintegrasse per sempre.