Omologazione non richiesta

La pagina deve essere bianca e il segno scuro. L'idea deve contenere un sogno che sconfini nella passione, la memoria deve avere il coraggio di esistere. Il blogger deve credere di possedere la scrittura: solo così i segni sulla pagina vivranno più a lungo di lui.

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Località: Sicilia, Italy

Scrissi molto e a lungo. Inutilmente poi ho atteso risposte che non arriveranno mai. Scrivo ancora per ricordarmi d’esistere e fermare il suo sapore. Non riuscirò mai a conciliare l’inconciliabile e non c’è più tempo comunque: attraversare tante vite e tanti territori mi ha arricchito e spogliato allo stesso tempo ed io sono siciliano, quando rido ho dietro l’ombra della morte e dell’inutilità, se piango lo faccio di nascosto davanti al mare, l’unico interlocutore assoluto che conosco. Sono figlio dell’ alta borghesia colta palermitana, cresciuto a pane e letteratura, ad urla e silenzi, a scirocco e nebbie lombarde, a Mozart e beat generation: per lungo tempo ho creduto che fosse possibile vivere tutte queste sinapsisenza strappare la tela della mia vita. E’ una menzogna. OMOLOGAZIONE NACQUE NEL 2008 questa era il suo incipit e questo il suo template originale. Resterà tale, è una questione di affetto.

giovedì 5 marzo 2026

UN USCIO STRETTO -

Potessi descrivere il silenzio pieno di queste ultime settimane, il suo spandersi quieto e imponente sulla mia vita… Non ho rimpianti, quello che ho fatto è la diretta conseguenza del mio modo di essere, non ci sono asimmetrie stavolta: è solo un cammino naturale. Chiedersi se e quando uscirò da questo silenzio è pleonastico oltre che improponibile: io non ho volontà decise in tal senso. Perchè dovrei averle? Se fossi veramente solo tutto sarebbe più facile oltre che più triste ma sono dentro la vita con gli altri uomini, li sento frusciarmi accanto da tutti i lati: non li approvo, non li capisco o li capisco troppo bene, non amo molti di loro per la grande capacità che possiedono di sporcare e immiserire l’ambiente in cui vivono, Blog compresi. Ma il silenzio è divino, ammaliante e puro: un velo strappato davanti ai nostri occhi desiderosi di sapere. La mia vita assomiglia sempre più ad un uscio stretto, un accesso quasi nascosto e impersonale. Oltre quel piccolo varco c’è il mio mondo, lo spazio perenne dentro il quale vive la mia libertà. Bella e splendente come nessuna parola potrà mai dire. E’ la dimensione in cui vorrei restare ed è finora il mio cruccio continuo. Chiudo la porta dietro le mie spalle e di quel benessere resta solo per qualche breve periodo l’eco sempre più lontana. Non posso fare altrimenti: le pagine vivono qui, mi attendono, tornerò un giorno e più nulla mi separerà da esse.

mercoledì 4 marzo 2026

UN GIORNO COME UN ALTRO

Sentirselo dire
Anche una sola volta
E precipitare dentro
Un’emozione che non immaginavi
possibile.
Sentirlo e ripeterselo
per il resto della vita
Senza un perché
Senza appigli
Senza niente altro
che questo sogno rivelato.
Scartare le parole
poiché nessuna si avvicina
a quelle
Girare lo sguardo attorno
E trovare solo l’eco
della prima volta.
Questo è un giorno come un altro.

martedì 3 marzo 2026

Unico

Non dovrebbe essere così, non in questo primo scorcio di secolo, non con questa enorme disponibilità di fonti di conoscenza. Ma forse ho le allucinazioni, la disponibilità è inquinata, i media sono la quintessenza della superficialità, i social rappresentano solo se stessi. Esistono vari pensieri ma solo uno pare abbia diritto di cittadinanza. Esistono molte e diverse storie umane e geografiche ma solo alcune hanno diritto di essere raccontate e onorate. Esiste di certo il pensiero unico, gestito ideologicamente da una sola parte: è un pensiero forte, ben protetto, eticamente intoccabile perchè è stato deciso cosi per l’insipienza di molti e l’abilità protratta nel tempo di pochi. Il pensiero unico ingloba tutto e tutti, si fa storia, cultura arte e ovviamente scrittura. copre tutto con forza, irride alle deviazioni mentali e d’opinione. castra senza pietà chi si oppone alla sua diffusione. Detta così la mia sembra la solita inutile e sciocca perorazione di un idea vecchia e ingiustificabile. essa è anche il motivo per cui io mi sono stancato di leggere certe cose e scontrarmi con certe chiamiamole “volute ignoranze”. 
Faccio l’ultimo esempio. C’è il blog di una signora che quando recensisce un libro lo fa con una completezza e un acume invidiabili, leggo le sue pagine da qualche anno con grande piacere. Ho ben capito dove si posiziona l’idea politica in generale della blogger, del resto oggi se vuoi leggere qualcosa di qualità sui blog hai ben poca scelta, la cultura in senso stretto e lato sta quasi esclusivamente a sinistra. Trovo poco tempo fa la recensione del libro di uno scrittore algerino: un padre musulmano privo di figli maschi decide di crescere una delle femmine come un maschio ai fini della gestione sociale della famiglia e dei suoi beni. In pratica massacra l’identità di genere di una ragazzina perchè nel suo mondo, nell’islam, hai un valore solo se di genere maschile. Scontata situazione direi ma non scontata la recensione. Mi sarei aspettato un serio e approfondito discorso sulla condizione femminile nel mondo musulmano, una difesa forte dei diritti della donna, una spietata accusa del modo di concepire la società e le donne nell’islam. Mi sarei aspettato questo da parte di un’intellettuale donna di sinistra, una donna che legge molto e scrive bene , che ha un numero di lettori attenti fedeli, gente che non mi pare propensa all’elogio solo per partito preso. Invece leggo con stupore una lunga discussione relativa al caso del pugile algerino che ha suscitato molti dubbi sulla sua assegnazione alla categoria femminile da parte della associazione pugilistica internazionale. La ragazza costretta a far da uomo paragonata come dramma a quello di questo personaggio che è stato criticato in certi frangenti molto duramente e che comunque ha vinto la sua bella medaglia d’oro in queste ultime olimpiadi. Sono basito, cosa c’entra e soprattutto cosa significa la reprimenda su alcuni rappresentanti dell’attuale governo che si sono schierati contro il pugile. Vi risparmio la discussione sul vero sesso di Imane Khelif ( ha i cromosomi maschili, i genitali maschili ma si sente donna etc etc) perchè quando sono intervenuto io ponendo l’accento sulla evidente base ideologica volutamente introdotta nell’articolo ho naturalmente ricevute una risposta abbastanza piccata. Nella risposta c’è anche un riferimento al naufragio dello yacht inglese di pochi giorni fa e al fatto che se ne parla in continuazione mentre si tace sui naufragi e sui morti degli immigrati clandestini. Ribadisco questa è solo in parte una recensione ma ha un sapore di propaganda politica innegabile. Giustificata? A mio parere no ma è il mio parere. 
Potevo scrivere tutto questo in risposta sul blog di Gabriella Alù ma non lo farò. sono più che stufo di contendere con chi sta comodamente seduta sul trono del politicamente corretto, io sono scorretto certamente ma trasformare un bel blog di letteratura nella solita chiassosa arena di diversità ideologiche non ne ho alcuna voglia. Il mio pensiero per quel che vale lo lascio qui con il link in vita del post in questione. non permetterò nemmeno qui ulteriori discussioni, ognuno si tenga le proprie opinioni, quel tempo per me è passato e il solo odore mi disgusta.

lunedì 2 marzo 2026

io e mia madre

Il blog è lì, mi rappresenta, non posso disquisire io sulla mia letteratura, sulla sua effettiva validità. Io quando scrivo sono fuori da tutto, non scrivo per nessuno in particolare apro il cuore e l’intelletto e mi lascio andare. Scrivere è la mia libertà non la baratterò con niente altro al mondo vorrei fosse anche quella di chi mi legge nell’attimo perenne dello sguardo che passa sulle parole. Ero così già a dieci anni, solo mia madre lo aveva capito, a lei riusciva facile seguire il filo che si dipanava dai miei occhi di bambino alla grande libreria di casa.

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