Omologazione non richiesta

La pagina deve essere bianca e il segno scuro. L'idea deve contenere un sogno che sconfini nella passione, la memoria deve avere il coraggio di esistere. Il blogger deve credere di possedere la scrittura: solo così i segni sulla pagina vivranno più a lungo di lui.

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Località: Sicilia, Italy

Scrissi molto e a lungo. Inutilmente poi ho atteso risposte che non arriveranno mai. Scrivo ancora per ricordarmi d’esistere e fermare il suo sapore. Ho deciso di lasciare visibili tutti i commenti, sono parte del blog.Non riuscirò mai a conciliare l’inconciliabile e non c’è più tempo comunque: attraversare tante vite e tanti territori mi ha arricchito e spogliato allo stesso tempo ed io sono siciliano, quando rido ho dietro l’ombra della morte e dell’inutilità, se piango lo faccio di nascosto davanti al mare, l’unico interlocutore assoluto che conosco. Sono figlio dell’ alta borghesia colta palermitana, cresciuto a pane e letteratura, ad urla e silenzi, a scirocco e nebbie lombarde, a Mozart e beat generation: per lungo tempo ho creduto che fosse possibile vivere tutte queste sinapsisenza strappare la tela della mia vita. E’ una menzogna. OMOLOGAZIONE NACQUE NEL 2008 questa era il suo incipit e questo il suo template originale. Resterà tale, è una questione di affetto.

lunedì 17 novembre 2025

Sionismo oggi

Quando gridano “morte al sionismo”, la traduzione è semplice: morte a Israele. Fine. Niente sofismi, niente distinguo. Chi fa finta di non capirlo è in malafede o in coma intellettuale. 
Perché il sionismo è Israele. È la sua radice, la sua colonna vertebrale, la sua garanzia di sopravvivenza. Senza sionismo, Israele non esisterebbe. E chi blatera “sono contro il sionismo, non contro Israele” è come uno che vuole una casa senza fondamenta: pura idiozia o, peggio, ipocrisia. 
Il sionismo nasce alla fine dell’Ottocento con un obiettivo chiaro: mettere fine alla condizione di vittime perenni del popolo ebraico. Lì dove gli ebrei venivano massacrati, discriminati, umiliati, il sionismo ha alzato la testa e detto: “mai più senza patria, mai più senza esercito, mai più senza difese”. Israele è il risultato di quel progetto. E non è un incidente della storia: è la risposta a duemila anni di persecuzioni e, sì, di sterminio. Non a caso la sicurezza resta il primo pilastro del sionismo. 
Iran, Hezbollah, Hamas: i nemici non sono scomparsi, hanno solo cambiato il logo. Chi oggi si riempie la bocca di “antisionismo” lo fa perché dire “voglio Israele distrutta” suonerebbe male nei talk show. Allora si camuffano. Ma la sostanza è quella: cancellare il diritto di un popolo a vivere nella propria terra. 
Il sionismo è ancora oggi: 
Autodeterminazione: gli ebrei decidono del loro destino. 
Sicurezza: chi li vuole morti deve passare sui loro corpi armati. 
Prosperità: Israele cresce, crea, innova, resiste. 
Democrazia: l’unico paese della regione dove puoi criticare il governo senza sparire. 
Se non capisci il sionismo, non hai capito Israele. E forse non vuoi capirlo, perché ti piace pensarli ancora come vittime da compatire. Peccato: il Novecento è finito. Il sionismo non è una bestemmia. È la ragione per cui il popolo ebraico è ancora vivo. E non ha intenzione di morire per farti contento.

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Dietro ogni commento c’è un mistero e una persona ma i commenti non mi hanno mai aiutato anzi sono riusciti a distruggere il mio rapporto con gli altri in questo contesto. Adesso che tutto è finito puoi leggere, farti un'idea di ciò che ho scritto ma io risponderò solo quando potrò.

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