Omologazione non richiesta

La pagina deve essere bianca e il segno scuro. L'idea deve contenere un sogno che sconfini nella passione, la memoria deve avere il coraggio di esistere. Il blogger deve credere di possedere la scrittura: solo così i segni sulla pagina vivranno più a lungo di lui.

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Località: Sicilia, Italy

Scrissi molto e a lungo. Inutilmente poi ho atteso risposte che non arriveranno mai. Scrivo ancora per ricordarmi d’esistere e fermare il suo sapore. Non riuscirò mai a conciliare l’inconciliabile e non c’è più tempo comunque: attraversare tante vite e tanti territori mi ha arricchito e spogliato allo stesso tempo ed io sono siciliano, quando rido ho dietro l’ombra della morte e dell’inutilità, se piango lo faccio di nascosto davanti al mare, l’unico interlocutore assoluto che conosco. Sono figlio dell’ alta borghesia colta palermitana, cresciuto a pane e letteratura, ad urla e silenzi, a scirocco e nebbie lombarde, a Mozart e beat generation: per lungo tempo ho creduto che fosse possibile vivere tutte queste sinapsisenza strappare la tela della mia vita. E’ una menzogna. OMOLOGAZIONE NACQUE NEL 2008 questa era il suo incipit e questo il suo template originale. Resterà tale, è una questione di affetto.

domenica 8 marzo 2026

SPAZIO ALLE PAROLE -

Sembra che rileggere e correggere ciò che si è scritto sia una nuova scrittura: reimpostare ex novo questo blog mi ha fatto agitare tutti i neuroni, analizzare tutte le rughe del mio viso, cadere le residue inibizioni che possedevo. In realtà ho sempre vissuto male lo sdoppiamento mentale tra le mie due anime (e non mi venite a dire che si capisce che sono dei Gemelli): quella lirica, lontana dal mondo in cui sono nato, balcone privilegiato su quell’altra in cui, invece, mi agito e mi incazzo, fatta di uomini e donne, di azioni e di strade che passano sotto i balconi delle idee e se ne fregano di sporcarsi e mischiarsi pur di riuscire a diventare vita. Spero che possiate capire. Spero che sorridiate aprendovi alla verità che ci sovrasta: non potrei mai dirvi le stesse cose mescolate al chiasso che normalmente la vita fa. Bisogna dar spazio alle parole. A quelle grosse e a quelle piccole. Anche questa notte ho sognato ed era un sogno a tratti confuso, dentro c’eravamo proprio tutti: anche quelli che non visito mai. Però non c’erano gli equivoci e le prese di posizione assurde con cui, scendendo nella blogosfera, conviviamo tutti. O meglio, tutte queste cose stavano appiccicate ad una piccola parte del soffitto sopra di noi. Più in là si apriva un cielo grandissimo CHE CI ABBRACCIAVA TUTTI E RIDEVA DI NOI. A me, che guardavo il mondo, qualcuno che non ricordo diceva “Fai bene a non prenderti troppo sul serio”. Sono seriamente attratto da tutto questo universo che abbiamo costruito (o ci hanno costruito?) Si è levata una grande risata ma non era sarcasmo era consapevolezza e non era di qualcuno in particolare. Era anonima, era l’emozione di vivere perchè quella di credere è già passata. Ma tornerà.

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Dietro ogni commento c’è un mistero e una persona ma i commenti non mi hanno mai aiutato anzi sono riusciti a distruggere il mio rapporto con gli altri in questo contesto. Adesso che tutto è finito puoi leggere, farti un'idea di ciò che ho scritto ma io risponderò solo quando potrò.

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