Omologazione non richiesta

La pagina deve essere bianca e il segno scuro. L'idea deve contenere un sogno che sconfini nella passione, la memoria deve avere il coraggio di esistere. Il blogger deve credere di possedere la scrittura: solo così i segni sulla pagina vivranno più a lungo di lui.

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Località: Sicilia, Italy

Scrissi molto e a lungo. Inutilmente poi ho atteso risposte che non arriveranno mai. Scrivo ancora per ricordarmi d’esistere e fermare il suo sapore. Non riuscirò mai a conciliare l’inconciliabile e non c’è più tempo comunque: attraversare tante vite e tanti territori mi ha arricchito e spogliato allo stesso tempo ed io sono siciliano, quando rido ho dietro l’ombra della morte e dell’inutilità, se piango lo faccio di nascosto davanti al mare, l’unico interlocutore assoluto che conosco. Sono figlio dell’ alta borghesia colta palermitana, cresciuto a pane e letteratura, ad urla e silenzi, a scirocco e nebbie lombarde, a Mozart e beat generation: per lungo tempo ho creduto che fosse possibile vivere tutte queste sinapsisenza strappare la tela della mia vita. E’ una menzogna. OMOLOGAZIONE NACQUE NEL 2008 questa era il suo incipit e questo il suo template originale. Resterà tale, è una questione di affetto.

sabato 24 gennaio 2026

le colonne d'Ercole

Parlerò d’amore anche stasera. Per non sapere fare altro. Parlandone mi avvicino a stringere quella sensazione, mi avvicino e mi fermo sul limitare di un totale dispiegamento. Oltre non è concesso a nessuno andare, oltre le colonne d’Ercole c’è l’infinito dramma del non ritorno, della vita senza un perchè. In fondo vivo di sorprese: stare sul web è una di queste. constatarne i limiti un’altra, rendersi conto che la volgarità è da ogni parte intorno a noi, e che ogni giorno, inevitabilmente, soffochiamo nell’imbecillità diventa infine l’inevitabile conclusione. Io faccio parte di questa comune sconfitta, che la dichiari in buon italiano e serenamente non ne cambia i connotati, mi rende solo più ridicolo.

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venerdì 23 gennaio 2026

argomenti

Di cosa scrivo? Di quello che ho dentro da sempre e di tutto quello che, aprendo gli occhi, ho qua fuori. Scrivo del Sud, della sua luce e delle sue ombre inquietanti, della sua gente, della sua storia. Scrivo in fondo di me stesso seduto a guardare il mare e le sue mille fascinazioni. Cosa non faccio più? Non interagisco più in rete, mi sono definitivamente stufato. Ho troppe cose da spiegare, non ne dirò nessuna, non ce la faccio. Però ci sono qui i miei testi, che parlino loro per me. Sono in rete da troppi anni, conosco a memoria tutte le dinamiche: sulla gran parte di ciò che scriviamo non vi è nulla da aggiungere se non la dichiarazione della propria esistenza. Per questo motivo ho eliminato la possibilità di commentare: uscire dal gioco è necessario e per farlo si legge e basta. Niente più discussioni, equivoci, sarcasmi velenosi, libertà e lontananza siano benvenute. Fatevene una ragione.

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