Omologazione non richiesta

La pagina deve essere bianca e il segno scuro. L'idea deve contenere un sogno che sconfini nella passione, la memoria deve avere il coraggio di esistere. Il blogger deve credere di possedere la scrittura: solo così i segni sulla pagina vivranno più a lungo di lui.

Le mie foto
Nome:
Località: Sicilia, Italy

Scrissi molto e a lungo. Inutilmente poi ho atteso risposte che non arriveranno mai. Scrivo ancora per ricordarmi d’esistere e fermare il suo sapore. Non riuscirò mai a conciliare l’inconciliabile e non c’è più tempo comunque: attraversare tante vite e tanti territori mi ha arricchito e spogliato allo stesso tempo ed io sono siciliano, quando rido ho dietro l’ombra della morte e dell’inutilità, se piango lo faccio di nascosto davanti al mare, l’unico interlocutore assoluto che conosco. Sono figlio dell’ alta borghesia colta palermitana, cresciuto a pane e letteratura, ad urla e silenzi, a scirocco e nebbie lombarde, a Mozart e beat generation: per lungo tempo ho creduto che fosse possibile vivere tutte queste sinapsisenza strappare la tela della mia vita. E’ una menzogna. OMOLOGAZIONE NACQUE NEL 2008 questa era il suo incipit e questo il suo template originale. Resterà tale, è una questione di affetto.

domenica 29 marzo 2026

IL CERCHIO CHIUSO -

Però in certe mattine silenziose e assenti come questa, quando apro il mio blog mi sento pulito; non devo dire a nessuno da dove vengo e dove mi dirigo. Quello che ho scritto mi sta davanti ed io lo guardo con grande serenità. Svaniscono le discussioni, le incomprensioni, gli asti, resto io solo e pulito, senza alcuna altra specificazione. Enzo, così com’è… Quando tutto finì ci vollero molti mesi di silenzio colmo e severo: l’idea antica sempre tenuta a bada, mai lasciata libera di riprodursi, cominciò a fare capolino. Non ottenne il risultato che avrebbe cambiato la sua vita trent’anni prima: la senescenza intellettuale ha decorso e prognosi diverse da quella corporale. Il tempo si era preso tutto il comodo per fare e disfare: il panorama finale era beffardamente identico a quello iniziale. Ho sempre odiato l’immutabile, mi uccide pensare che comunque ogni cosa abbia già un destino perfettamente stabilito; forse per questo quell’idea antica l’ho sempre trattata come un paria del mio repertorio mentale. Le cose che ho scritto in quarant’anni sono il tentativo di dare cittadinanza all’imprevedibile, spazio al nuovo e al rivissuto con piacere. Ma quando tutto finì io, non so come, ero rimasto vivo a contemplare il paesaggio della mia vita, senza avere stavolta alcuna scusante e alcun intermediario, era così, semplicemente così, una serie di gesti e emozioni intrecciati alle mie stagioni; avrei potuto invertirne i passi, camuffarne i tratti, sobillare gli assassini prezzolati delle altre vite. Avrei potuto ma il cielo era troppo chiaro ed io troppo serio. Ho qui il mio cerchio chiuso: lo decifrate chiaramente? Mi sono portato appresso la mia gentilezza antica, i miei disegni con le mani e tutte le parole che, senza di me, avrebbero avuto un’altra voce e un altro destino. Vi ho odiato con tutte le mie forze perchè segretamente vi ho amato più della mia stessa vita: adesso che finalmente tutto è finito posso stringervi la mano uno per uno. L’idea antica prevedeva questo ed io non lo avevo capito.

0 Commenti:

Posta un commento

Dietro ogni commento c’è un mistero e una persona ma i commenti non mi hanno mai aiutato anzi sono riusciti a distruggere il mio rapporto con gli altri in questo contesto. Adesso che tutto è finito puoi leggere, farti un'idea di ciò che ho scritto ma io risponderò solo quando potrò.

Iscriviti a Commenti sul post [Atom]

<< Home page